Massa porosa
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L’acetilene, gas altamente infiammabile, è un composto endotermico che può decomporsi con estrema violenza nel caso in cui si trovi allo stato solido o liquido, o allo stato gassoso sotto pressione.
Allo stato di gas, se compresso a più di 1.5 bar e sottoposto ad urto o shock termico, può dar luogo ad una decomposizione – in carbonio e idrogeno – che procede a velocità esplosiva, con grande sviluppo di energia. Per questa ragione, l’acetilene non può essere contenuto e trasportato in bombole allo stato di gas compresso; si sfrutta invece la sua alta solubilità in solventi - quali l’acetone e la dimetilformammide - in bombole contenenti un materiale assorbente inerte: la massa porosa.
La fine struttura alveolare della massa, impregnata di solvente in quantità rigorosamente dosata, costituisce una enorme superficie di contatto gas-solvente che permette all’acetilene di assorbirsi/deassorbirsi con rapidità, in condizioni di sicurezza.
I materiali assorbenti, impiegati inizialmente verso la fine del secolo scorso, erano vari: carbone, farina fossile, torba, pomice, amianto, fibre vegetali come i cascami di cellulosa ed il kapok, che venivano impiegati allo stato fuso, o di miscuglio incoerente.
Successivamente, nei primi anni del ‘900, vennero proposte diverse formulazioni comprendenti un legante – come la calce, il cemento ed altri – allo scopo di rendere la massa porosa più compatta e meccanicamente resistente.